Voglio lasciare, ad imperitura memoria (un po' di enfasi, suvvia!), le mie riflessioni ed opinioni sulla crisi di governo nata dopo oltre 600 giorni di governo.
Ho criticato, anche aspramente, questo esecutivo, quando se lo meritava. Comprendevo, però, allo stesso tempo, che fosse difficile reggere le sorti del paese con un Senato in cui ad ogni voto si doveva sperare che nessun senatore della maggioranza stesse male.
Non voglio, però, tirare le somme di più di un anno di governo Prodi oggi, perchè ho la speranza che domani o stasera accada un miracolo o, meglio, che nasca un governo istituzionale retto dallo stesso Romano Prodi che gestisca la situazione economica che deriva dalla crisi finanziaria internazionale (che è tutto tranne che banale), che vari una riforma elettorale sensata e che infine gestisca il "nuovo tesoretto". Poi in autunno mi va anche bene andare al voto.
Voglio evidenziare di seguito quali siano le motivazioni che hanno portato all'uscita dalla maggioranza dall'Udeur di Clemente Mastella. A mio vedere non hanno quasi nulla a che vedere con le vicende giudiziarie dell'ex Ministro della Giustizia.
Allora, andiamo per punti:
1. il Partito Democratico si è posto come forza di rottura e le proposte di riforma elettorale fatte da Veltroni Walter e dal suo gruppo al vertice del partito hanno fatto adirare Udeur, Pdci, Verdi. Ossia i nanetti. Ne è la dimostrazione il fatto che Fabris ieri diceva che ha un'agenda fitta di incontri con parlamentari dei suddetti partiti. E' un'azione quindi prima di tutta conservativa di piccole logiche di potere di minuscoli partitini.
2. la Chiesa Cattolica e varie forze di centro estremista hanno deciso che c'è bisogno di un ritorno al passato, con un partito di centro che sappia (e con il porcellum può) controllare qualsiasi maggioranza. Un partito che sia profondamente intriso di dottrina cattolica ma soprattuto di genuflessione. Non una DC ma un PARTITO TEOCRATICO. Non a caso Bagnasco ha attaccato Prodi, un cattolico adulto, un signore serio e moderno, figlio di un'Italia laica e progresssista, nello stesso giorno in cui Mastella faceva saltare tutto. Un'azione congiunta che ha una principale:far cadere Prodi, a fare una legge elettorale tedesca. La subordinata sono elezioni subito, in cui comunque un partitone di dio al centro con la legge elettorale che c'è al Senato controllerebbe qualsiasi maggioranza scaturirebbe dalle elezioni primaverili.
Comunque in fin dei conti l'obiettivo è controllare con l'8-10% l'intero parlamento, ponendosi al centro.
Di conseguenza si sono sommate le volontà di creare questo partito della chiesa e in secondo luogo con quelle di non andare a referendum e last but not least l'atteggiamento del Partito Democratico.
Sinceramente sono un po' schifato... successive riflessioni le voglio scrivere quando si capirà se il governo ha o non ha la fiducia al Senato.
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mercoledì 23 gennaio 2008
Riflessioni sulla crisi di governo
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Enrico Peroni
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16:28
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Etichette: Cattolici, Governo Prodi, Partito Democratico, Valori
venerdì 4 gennaio 2008
Demagogia sui costi della politica in finanziaria
Nella recente finanziaria approvata dal Parlamento sono presenti disposizioni volte a far diminuire il numero dei consiglieri comunali e delle circoscrizioni nelle città sotto i 250.000 abitanti. Ora si devono attendere i decreti attuativi della ministro Lanzillotta ma la rotta pare ben tracciata e per una città come Vicenza pare sicuro che le circoscrizioni diverranno 3 - o forse nessuna - e i consiglieri comunali diminuiranno di 8 unità.
Sono misure a mio modo di vedere parecchio demagogiche per diverse motivazioni.
Per prima cosa è abbastanza caratteristico che delle diverse misure finalizzate a diminuire i cosiddetti costi della politica e che sono state proposte dal Senatore Cesare Salvi (Sinistra Arcobaleno) quelle che sono passate vanno ad indebolire le istituzioni più vicine ai cittadini e meno dispendiose invece che colpire i troppi consigli di amministrazione con stipendi da sogno, le province e le comunità montane, gli stipendi dei consiglieri regionali e dei parlamentari, solo per fare qualche esempio.
In secondo luogo vorrei evidenziare quali sono realmente i costi mensili per il pagamento dei consiglieri e i presidenti di circoscrizione in una città di 110.000 abitanti come Vicenza che effettivamente ha due circoscrizioni troppo piccole (la 2-Riviera Berica e la 7-Ferrovieri). Questi costi sono pari a circa 11.000 euro al mese se è vero che i 140 consiglieri di circoscrizione percepiscono circa 20 euro a testa e i presidenti intorno ai 1200. Una cifra che non mi pare esagerata rispetto a quanto effettivamente questi consiglieri fanno.
Consideriamo, infatti, come terzo aspetto, ciò che i consiglieri nei piccoli parlamentini cittadini concretamente realizzano. Sono persone che si impegnano per essere un tramite per le piccole cose, i piccoli problemi dei cittadini, aiutano il mondo delle associazioni con un rapporto più semplice e diretto, riescono a sollevare casi che altrimenti non verrebbero evidenziati da nessuno, ad esempio di speculazioni edilizie. Infine le circoscrizioni forniscono servizi come l'anagrafe decentrata e il poliziotto di quartiere che mi domando se saranno erogati seguendo ancora la disposizione delle circoscrizioni attuali oppure se questi servizi verranno stravolti, a discapito prima di tutto dei cittadini.
Per quel che riguarda la riduzione dei consiglieri comunali da 40 a 32 non riesco proprio a comprendere l'efficacia di una misura che da una parte porta al risparmio di circa 30000 euro l'anno (350 euro - stipendio mensile - per 8 consiglieri per 12 mesi) ma dall'altra, rendendo piu piccolo il consiglio comunale, permette l'elezione a meno persone e quindi garale palestre per i giovani per riuscirsi ad esprimerentisce un minor ricambio generazionale e probabilmente un maggior controllo delle lobby di potere sui consigli comunali.
A proposito del ricambio non si può non evidenziare, infine, che le circoscrizioni e in seconda istanza il consiglio comunale sono le palestre per i giovani per riuscire ad esprimersi. Se è vero, infatti, che i partiti politici di oggi sono troppo leggeri e troppo poco coesi internamente per essere uno spazio di crescita, un giovane che non è "figlio di" o che non si prostrae ai piedi di qualche dirigente attempato rischia di non avere alcun futuro nonostante, magari, capacità ed impegno, passione e concretezza. E' chiaro che l'eventuale cancellazione definitiva delle circoscrizioni non è la causa di questo ma solo un fattore che indebolisce ulteriormente la posizione di giovani che vogliono impegnarsi per portare le proprie idee ed essere la voce dei cittadini nelle amministrazioni.
In conclusione queste misure diminuiscono la democrazia garantendo meno servizi ai cittadini, indeboliscono la posizione di chi vuole fare politica partendo dall'ascolto e dal basso e soprattutto sono demagogia pura perchè vogliono sembrare un modo per abbattere costi della politica ma non abbttono proprio niente dato che i veri sprechi stanno, come detto prima, più in alto.
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Enrico Peroni
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lunedì 10 dicembre 2007
Anti-omofobia si, anti-omofobia no. Il governo dei valzer.
Il 6 Dicembre 2007 il governo ha approvato il decreto sicurezza. In questo si prevede l’estensione della protezione contro i crimini d'odio, nella fattispecie per chi incita e commette atti di discriminazione, di violenza o atti di provocazione alla violenza per motivazioni di genere, etnia, religione, orientamento sessuale, identità di genere.
Sarebbe, di per sè, una storica vittoria del movimento GLBT italiano, un successo per l'Italia che colmerebbe uno dei tanti ritardi rispetto all'Europa.
Vorrei fare alcune considerazioni a proposito.
QUESTIONI POLITICHE
1.
2. La senatrice Binetti, inoltre, ha votato contro la fiducia al governo. Per molto meno Turigliatto è stato espulso da Rifondazione.
3. Il governo ha annunciato subito dopo il voto che la norma anti-omofobia verrà cancellata presto. Il governo ha compiuto un atto vergognoso, facendo approvare una legge e poi ritrattando immediatamente, su un tema fondamentale come è la violenza omofoba. Questo dimostra che la pistola puntata alla tempia di Prodi è principalmente quella dei cattolici reazionari.
4. La senatrice Binetti fa appello ai valori cattolici per spiegare il proprio voto contrario. Mi domando se faccia parte dei valori cattolici la mancanza di difesa dell'integrità fisica di alcuni cittadini? Capisco che un cattolico può avere dubbi sulle coppie di fatto o sulle adozioni a coppie gay e lesbiche. Ma non sulla difesa di cittadini indifesi dalla violenza.
Io ho avuto modo di conoscere (poco purtroppo) un altro cattolicesimo (grazie Damiano), quello compassionevole e sociale, quello che apre al diverso, non quello che chiude. Preferisco di molto il cattolicesimo da paese che quello delle altre prelature. Di questo parlerò un altro giorno in uno specifico messaggio.
La norma era stata scritta con il cul* e quindi giuridicamente non ha alcun valore. Per questo motivo non serve nemmeno che il governo la ritiri. Non ha alcuna validità.
QUESTIONE SOCIALE
Ho già scritto più volte e credo sia sotto gli occhi di tutti che la situazione della violenza omofoba è una piaga sociale al pari delle violenze razziste
Nel solo 2007, infatti, sono 6 i casi di omicidi causati da odio omofobo, decine i casi di violenze ( dei quali moltissimi non sono denunciati). Tra questi, nella nostra regione non sono da dimenticare due casi saliti alla ribalta della stampa nel maggio di quest’anno: il pestaggio di uno studente gay a Montebelluna (TV) e di un disabile omosessuale di 21 anni a Rovigo da parte di 11 ragazzi di estrema destra.
Sono moltissimi anche i casi di incitamento all’odio, come quando ad Agosto il Vice Sindaco di Treviso Gentilini ha dichiarato che “bisognerebbe fare una pulizia etnica dei culattoni”. Sono frasi irresponsabili che incitano alla violenza e addirittura ad uccidere altre persone.
Non è più possibile che lo stato italiano, a differenza di tutti gli altri stati europei, non tuteli i suoi cittadini più indifesi, le diverse minoranze che soffrono maggiormente di soprusi, sofferenze, violenze, omicidi!!!
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Enrico Peroni
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