Sense la independència, no hi ha possibilitats de crear a Catalunya una política justa, honesta i regenerada.
Senza l'indipendenza non c'è nessuna possibilità di creare in Catalunya una politica giusta, onesta e rigenerata
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sabato 5 gennaio 2008
Se fossi catalano...non sarei spagnolo!!!!!!
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Enrico Peroni
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venerdì 4 gennaio 2008
Pd portavoce di un nuovo patriottismo veneto
Il Partito Democratico si deve fare portavoce di un nuovo patriottismo veneto: il patriottismo dell’orgoglio di un Veneto solidale che ha saputo costruirsi il proprio futuro e che è in grado di insegnarlo al mondo.
Segretario del Partito Democratico Veneto
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Enrico Peroni
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Demagogia sui costi della politica in finanziaria
Nella recente finanziaria approvata dal Parlamento sono presenti disposizioni volte a far diminuire il numero dei consiglieri comunali e delle circoscrizioni nelle città sotto i 250.000 abitanti. Ora si devono attendere i decreti attuativi della ministro Lanzillotta ma la rotta pare ben tracciata e per una città come Vicenza pare sicuro che le circoscrizioni diverranno 3 - o forse nessuna - e i consiglieri comunali diminuiranno di 8 unità.
Sono misure a mio modo di vedere parecchio demagogiche per diverse motivazioni.
Per prima cosa è abbastanza caratteristico che delle diverse misure finalizzate a diminuire i cosiddetti costi della politica e che sono state proposte dal Senatore Cesare Salvi (Sinistra Arcobaleno) quelle che sono passate vanno ad indebolire le istituzioni più vicine ai cittadini e meno dispendiose invece che colpire i troppi consigli di amministrazione con stipendi da sogno, le province e le comunità montane, gli stipendi dei consiglieri regionali e dei parlamentari, solo per fare qualche esempio.
In secondo luogo vorrei evidenziare quali sono realmente i costi mensili per il pagamento dei consiglieri e i presidenti di circoscrizione in una città di 110.000 abitanti come Vicenza che effettivamente ha due circoscrizioni troppo piccole (la 2-Riviera Berica e la 7-Ferrovieri). Questi costi sono pari a circa 11.000 euro al mese se è vero che i 140 consiglieri di circoscrizione percepiscono circa 20 euro a testa e i presidenti intorno ai 1200. Una cifra che non mi pare esagerata rispetto a quanto effettivamente questi consiglieri fanno.
Consideriamo, infatti, come terzo aspetto, ciò che i consiglieri nei piccoli parlamentini cittadini concretamente realizzano. Sono persone che si impegnano per essere un tramite per le piccole cose, i piccoli problemi dei cittadini, aiutano il mondo delle associazioni con un rapporto più semplice e diretto, riescono a sollevare casi che altrimenti non verrebbero evidenziati da nessuno, ad esempio di speculazioni edilizie. Infine le circoscrizioni forniscono servizi come l'anagrafe decentrata e il poliziotto di quartiere che mi domando se saranno erogati seguendo ancora la disposizione delle circoscrizioni attuali oppure se questi servizi verranno stravolti, a discapito prima di tutto dei cittadini.
Per quel che riguarda la riduzione dei consiglieri comunali da 40 a 32 non riesco proprio a comprendere l'efficacia di una misura che da una parte porta al risparmio di circa 30000 euro l'anno (350 euro - stipendio mensile - per 8 consiglieri per 12 mesi) ma dall'altra, rendendo piu piccolo il consiglio comunale, permette l'elezione a meno persone e quindi garale palestre per i giovani per riuscirsi ad esprimerentisce un minor ricambio generazionale e probabilmente un maggior controllo delle lobby di potere sui consigli comunali.
A proposito del ricambio non si può non evidenziare, infine, che le circoscrizioni e in seconda istanza il consiglio comunale sono le palestre per i giovani per riuscire ad esprimersi. Se è vero, infatti, che i partiti politici di oggi sono troppo leggeri e troppo poco coesi internamente per essere uno spazio di crescita, un giovane che non è "figlio di" o che non si prostrae ai piedi di qualche dirigente attempato rischia di non avere alcun futuro nonostante, magari, capacità ed impegno, passione e concretezza. E' chiaro che l'eventuale cancellazione definitiva delle circoscrizioni non è la causa di questo ma solo un fattore che indebolisce ulteriormente la posizione di giovani che vogliono impegnarsi per portare le proprie idee ed essere la voce dei cittadini nelle amministrazioni.
In conclusione queste misure diminuiscono la democrazia garantendo meno servizi ai cittadini, indeboliscono la posizione di chi vuole fare politica partendo dall'ascolto e dal basso e soprattutto sono demagogia pura perchè vogliono sembrare un modo per abbattere costi della politica ma non abbttono proprio niente dato che i veri sprechi stanno, come detto prima, più in alto.
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Enrico Peroni
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mercoledì 12 dicembre 2007
Il federalismo e il centrosinistra
Paolo Giaretta, Segretario Regionale del Partito Democratico, ha detto con chiarezza che " nel nostro Paese le forze autenticamente federaliste, anche a livello nazionale, stanno nel centrosinistra".
Sono felice che il mio Segretario, che ho votato rassicurato dal suo percorso politico e dal suo profilo personale, abbia deciso di indicare chiaramente il fatto che a suo modo di vedere il federalismo è un tema centrale dell'azione politica ed amministrativa del nostro partito.
Non è un passaggio banale in quanto a livello generale tutti si professano portatori del federalismo e di un processo di decentralizzazione ma concretamente il centrodestra decide tra Roma e Arcore le proprie candidature nelle città principali venete, anche perchè la classe politica locale leghista, forzista e aennina gareggiano a intrattenere i propri rapporti al meglio possibile con i propri leader, convinti che sia solo questo il modo di riuscire ad imporsi a livello coalizionale e locale.
C'è, invece, bisogno di un profilo autonomo nella gestione dei propri partiti. Questo è un prerequisito per partiti realmente autonomi nella proposta politica, altrimenti sempre condizionata da Roma. Dobbiamo smetterla, come diceva Letta in campagna elettorale, di domandarci "cosa succede a Roma?" e agire agire agire liberamente.
E' questo l'unico modo per prendersi un'indipendenza che altrimenti non ci verrà mai data. Questo vale per il partito e per la giovanile e in Veneto siamo riusciti da quando esiste il PD a rompere la logica imposta da Roma per il Segretario e a scegliercelo autonomamente e a livello di giovani abbiamo avviato il processo costituente prima delle altre regioni, senza aspettare i diktat. Quando questi sono arrivati ci siamo adeguati salvando il prezioso lavoro di rafforzamento e di costruzione politica fatto da Ottobre ad oggi.
Il Partito Democratico Veneto, per diversi motivi, quindi, si sta stagliando come forza autonoma all'interno del Partito Democratico, prendendosi il titolo di giocare come forza federale al di là delle scelte che verranno fatte nello statuto a livello nazionale. Questo rende il partito autonomo e quindi capace di giocare una partito autonomista e federalista senza dover aspettare la chiamata di Silvio Berlusconi (vedi il falso federalismo forzista) o di Bossi.
Il Partito Democratico Veneto sarà così un partito veramente dei veneti e non un partito delle proposte romane per i veneti, come sono gli attuali partiti del centrodestra e probabilmente i vecchi partiti del centrosinistra.
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Enrico Peroni
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