Nella recente finanziaria approvata dal Parlamento sono presenti disposizioni volte a far diminuire il numero dei consiglieri comunali e delle circoscrizioni nelle città sotto i 250.000 abitanti. Ora si devono attendere i decreti attuativi della ministro Lanzillotta ma la rotta pare ben tracciata e per una città come Vicenza pare sicuro che le circoscrizioni diverranno 3 - o forse nessuna - e i consiglieri comunali diminuiranno di 8 unità.
Sono misure a mio modo di vedere parecchio demagogiche per diverse motivazioni.
Per prima cosa è abbastanza caratteristico che delle diverse misure finalizzate a diminuire i cosiddetti costi della politica e che sono state proposte dal Senatore Cesare Salvi (Sinistra Arcobaleno) quelle che sono passate vanno ad indebolire le istituzioni più vicine ai cittadini e meno dispendiose invece che colpire i troppi consigli di amministrazione con stipendi da sogno, le province e le comunità montane, gli stipendi dei consiglieri regionali e dei parlamentari, solo per fare qualche esempio.
In secondo luogo vorrei evidenziare quali sono realmente i costi mensili per il pagamento dei consiglieri e i presidenti di circoscrizione in una città di 110.000 abitanti come Vicenza che effettivamente ha due circoscrizioni troppo piccole (la 2-Riviera Berica e la 7-Ferrovieri). Questi costi sono pari a circa 11.000 euro al mese se è vero che i 140 consiglieri di circoscrizione percepiscono circa 20 euro a testa e i presidenti intorno ai 1200. Una cifra che non mi pare esagerata rispetto a quanto effettivamente questi consiglieri fanno.
Consideriamo, infatti, come terzo aspetto, ciò che i consiglieri nei piccoli parlamentini cittadini concretamente realizzano. Sono persone che si impegnano per essere un tramite per le piccole cose, i piccoli problemi dei cittadini, aiutano il mondo delle associazioni con un rapporto più semplice e diretto, riescono a sollevare casi che altrimenti non verrebbero evidenziati da nessuno, ad esempio di speculazioni edilizie. Infine le circoscrizioni forniscono servizi come l'anagrafe decentrata e il poliziotto di quartiere che mi domando se saranno erogati seguendo ancora la disposizione delle circoscrizioni attuali oppure se questi servizi verranno stravolti, a discapito prima di tutto dei cittadini.
Per quel che riguarda la riduzione dei consiglieri comunali da 40 a 32 non riesco proprio a comprendere l'efficacia di una misura che da una parte porta al risparmio di circa 30000 euro l'anno (350 euro - stipendio mensile - per 8 consiglieri per 12 mesi) ma dall'altra, rendendo piu piccolo il consiglio comunale, permette l'elezione a meno persone e quindi garale palestre per i giovani per riuscirsi ad esprimerentisce un minor ricambio generazionale e probabilmente un maggior controllo delle lobby di potere sui consigli comunali.
A proposito del ricambio non si può non evidenziare, infine, che le circoscrizioni e in seconda istanza il consiglio comunale sono le palestre per i giovani per riuscire ad esprimersi. Se è vero, infatti, che i partiti politici di oggi sono troppo leggeri e troppo poco coesi internamente per essere uno spazio di crescita, un giovane che non è "figlio di" o che non si prostrae ai piedi di qualche dirigente attempato rischia di non avere alcun futuro nonostante, magari, capacità ed impegno, passione e concretezza. E' chiaro che l'eventuale cancellazione definitiva delle circoscrizioni non è la causa di questo ma solo un fattore che indebolisce ulteriormente la posizione di giovani che vogliono impegnarsi per portare le proprie idee ed essere la voce dei cittadini nelle amministrazioni.
In conclusione queste misure diminuiscono la democrazia garantendo meno servizi ai cittadini, indeboliscono la posizione di chi vuole fare politica partendo dall'ascolto e dal basso e soprattutto sono demagogia pura perchè vogliono sembrare un modo per abbattere costi della politica ma non abbttono proprio niente dato che i veri sprechi stanno, come detto prima, più in alto.
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venerdì 4 gennaio 2008
Demagogia sui costi della politica in finanziaria
Pubblicato da
Enrico Peroni
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Etichette: Beppe Grillo, Comunali 2008, Federalismo, Governo Prodi, Partito Democratico, Vicenza
venerdì 21 settembre 2007
Beppe Grillo, bene il merito, male il metodo.
Le idee che Beppe Grillo esprime non sono solo condivisibili ma spesso sono temi centrali, fondamentali per lo sviluppo del paese, temi che talvolta la stessa classe politica che viene tanto criticata ha fatto propri.
Quando il comico genovese parla di ambiente, energia, costi della politica, crisi del sistema paese sostiene tesi che non possono che essere condivise.
Ciò che critico a Beppe Grillo è il metodo, è il dire l'assurdità per eccellenza, ossia che si deve distruggere tutti i partiti.
Questa è LA cosa più sbagliata in quanto non c'è sistema democratico che non si regga sui partiti, buoni o cattivi che siano. Coloro che hanno provato a fare "la democrazia senza partiti", come Gheddafi, l'hanno fatto per diventare dittatori. Non voglio assolutamente dire che questo sia il fine di Grillo, semmai usa certe parole estreme contro il sistema dei partiti per attirare consensi ma ciò non è utile nè al proprio progetto politico nè a rendere reali le idealità che lo animano e che animano i suoi sostenitori.
Io sono uno di quelli che, invece, auspica di poter cambiare il sistema dei partiti da dentro, facendo in modo che nascano partiti che sappiano di nuovo, come nella prima fase della I repubblica, essere tramite delle esigenze concrete, reali dei cittadini.
Partiti che siano, però, anche non ideologici, con classi dirigenti rinnovate e infine soprattutto pochi, in modo da consentire riforme che nella II repubblica non sono state fatte anche per la proliferazione di partitini e partitucoli che hanno sempre la pistola puntata alla tempia del premier di turno.
Riforme che devono assolutamente partire dal tema dei costi della politica. E' divenuto insopportabile vedere pensioni milionarie di parlamentari per pochi mesi, parlamentari che sono anche ministri, una pubblica amministrazione che moltiplica i posti e che non garantisce nè efficienza, nè equità, nè competenze, comunità montane che danno sul mare, province nuove ogni settimana e servizi che in certe aree del paese invece di essere semplificati vengono resi più burocratici.
Il Grillo che mi piaceva e piace è quello che attacca "le caste" facendo da denuncia sociale, il Grillo che sa essere uomo di pressione sociale e con i suoi "grillini" gruppo di pressione sociale.
E' al suo apice, sfrutti questo capitale umano per far fare delle riforme che il sistema politico non riesce a fare da solo.
Punti la pistola su certa classe politica e aiuti anche chi, come molti giovani, vuole riformare il sistema partitico da dentro, rendendolo migliore ma evitando di buttare via il bambino (la democrazia di partiti) con l'acqua sporca (la partitocrazia).
Pubblicato da
Enrico Peroni
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