Ci sono simboli che appartengono a tutti e che per periodi, più o meno lunghi, parti della società fanno propri.
Per 30 anni il tricolore è stato il simbolo dei fascisti, poi c'è voluto un grande politico ma soprattutto uno straordinario uomo, il Presidente Pertini, per restituirlo a tutti gli italiani, per restituire la bandiera della Repubblica a chi la viveva e a chi credeva in quella repubblica, non lasciandolo in mano a quei quattro scalmanati che la usavano come simbolo di divisione e non di unità.
Succede, da 20 anni, la stessa cosa con la bandiera del Veneto, una bandiera che significa poche, semplici cose: un popolo aperto al mondo e al dialogo interculturale, una repubblica (in tempo di signorie) capace di essere fortissima promotrice di cultura, commercio, tecnologia, sviluppo.
Da quando la Liga Veneta, nel 1981, ne ha fatto un suo vessillo, recuperandolo dal dimenticatoio di un popolo che l'aveva probabilmente, sbagliando, ancorata alla storia, è diventata anche questa bandiera per dividere, bandiera per separare, bandiera per escludere.
No, il leone significa inclusione, libertà, fratellanza, solidarietà tra veneti e con tutto il mondo.
Sarebbe bellissimo che ritornasse al Veneto, che ritornasse al popolo veneto il proprio vessillo.
Viva il Veneto! Viva San Marco!
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mercoledì 28 novembre 2007
La nostra bandiera
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Enrico Peroni
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23:58
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lunedì 19 novembre 2007
Stavano nascendo 100 nuove piazze...ovvero la vergogna del restyling della stazione di Vicenza!
Chi non ha avuto modo di passare per la meravigliosa stazione di Vicenza dopo il favoloso restauro operato da Centostazioni? Ovviamente sono sarcastico. Sinceramente, infatti, dopo il fantastico manifesto rimasto attaccato per anni, in cui si diceva "stanno nascendo 100 nuove piazze", mi aspettavo molto molto di più e sicuramente un po' più di serietà e coerenza.
Da tempo,quindi, mi interrogavo su quando avrebbero sistemato definitivamente la stazione...
A chiarirmi molti aspetti e a sollecitarmi sulla necessità di agire contro una vergogna assoluta quale è stata questa opera di "restyling"(uau...-_-) della nostra stazione mi è giunta qualche giorno fa la e-mail di un amico. Il messaggio era che "quello che si vuole fare con questa mail è cercare di fare portare a termine i lavori iniziati e MAI FINITI in stazione a Vicenza [...] e portare avanti una MASSICCIA richiesta di intervento nella stazione di Vicenza in cui dopo un investimento di quasi 5.000.000.000 di vecchie lire ci si trova a stare peggio di quando i lavori dovevano ancora cominciare..."
Nel messaggio di posta elettronica era presente in allegato un volantino ricco di foto(per chi lo volesse basta scrivere a nicolaisebastian@msn.com, che è colui che ha lanciato questa importante iniziativa, o direttamente ad enricoperoni@gmail.com).
Riporto, comunque, il messaggio del volantino, molto chiaro nello specificare la situazione e nelle azioni da intraprendere.
COMUNICATO STAMPA CENTOSTAZIONI (AGOSTO 2007) www.centostazioni.it/schedeinformative.asp
“[...] L!intervento di restyling, del valore di circa 2,4 milioni di euro, cofinanziati da Centostazioni e Rete Ferroviaria Italiana (società dell!Infrastruttura del Gruppo Ferrovie dello Stato) è in fase conclusiva. In base al progetto realizzato da Centostazioni (Coordinatore Progettazione Arch. G. P. Project Manager Arch. D. C.), lo stabile è stato completamente ristrutturato, secondo un programma cadenzato nel tempo, al fine di interferire il meno possibile con la completa funzionalità della stazione e con l!erogazione quotidiana dei servizi. [...]”
Così parla Centostazioni sul proprio sito e invece...
DOPO UN INVESTIMENTO DI QUASI 5.000.000.000 DI LIRE ECCO COSA CI TROVIAMO NELLA NOSTRA STAZIONE... SI STAVA DECISAMENTE MEGLIO
PRIMA!! POTEVANO TENERSELI QUESTI LAVORI E ORA CHE HANNO INIZIATO Eì GIUSTO CHE LI COMPLETINO CON INVESTIMENTI ADEGUATI!!
AI BINARI...
Banchina 1-2 mai toccata dall!intervento di restyling: non rialzata per migliorare l!accesso ai treni e dissestata, scarsamente illuminata e soprattutto corta la tettoia. Nemmeno completato il rivestimento dei pilastri, scrostata e non sicura con cavi scoperti. Banchina al binario 5-6 MAI COMPLETATA, ascensore non servibile, esteticamente OSCENA senza i pannelli di controsoffitto.
INTERNO DELLA STAZIONE...
Al binario 1 SCARSISSIMA illuminazione, cavi volanti, manca il rivestimento, banchina MAI rialzata oltre che dissestata in più punti. Notevoli infiltrazioni MAI risolte in diversi luoghi della stazione. LA BIGLIETTERIA NON HA AVUTO ALCUN TIPO DI INTERVENTO, NEMMENO UN SEMPLICE RIVESTIMENTO, visibili ancora i termosifoni degli anni 50! Edicola mai conclusa. Negozi vuoti usati come magazzini e spazi privi di illuminazione (di fianco al bar).
Il sottopasso da poco ristrutturato non è stato completato con i nuovi cartelli (nuova grafica di Trenitalia oltre che a maggiore pulizia e chiarezza delle informazioni), le modalità di intervento sono state inadeguate per il tipo di usura e il luogo (colpi, adesivi, poca pulizia e
cattivo mantenimento ne hanno già deteriorato l'aspetto).
Gli ingressi della stazione sono TRAPPOLE pericolose, costava tanto mettere porte automatiche su un investimento di 2.400.000 "? Pensare che PRIMA del “grande restyling” ERANO AUTOMATICHE. Ora si lasciano aperte con sprechi energetici enormi.
ESTERNO DELLA STAZIONE...
L'ESTERNO della stazione è stato fatto alla ricerca di un qualche significato architettonico sconosciuto ai più. La pietra posta all!esterno è stata posizionata senza pensare al fatto che, dopo pochissimo tempo, senza un serio intervento si sarebbe rovinata (e gli effetti si vedono già ora in modo evidente!). I PARCHEGGI sono INCOMPLETI, PICCOLI, POCHE TETTOIE per bici, NEMMENO SEGNATI. Gli scooter costretti a parcheggiare sul terreno e il nuovo spazio ricavato non ha alcuna segnaletica.
Il risultato di questo cospicuo investimento è che gli spazi come LE BANCHINE DI ATTESA, LE BIGLIETTERIE e I PARCHEGGI per bici, scooter e macchine NON HANNO GODUTO DI ALCUN INTERVENTO, interventi che sono stati rivolti ESCLUSIVAMENTE all!apertura di ATTIVITA COMMERCIALI per aumentare gli introiti di Centostazioni. Nessuno si pone contro una logica di mercato che ha bisogno di guadagni ma almeno che i lavori si concludano e restituiscano una funzionalità DEGNA DI UNA STAZIONE CHE E! TRA LE PRIME 20 IN ITALIA E SOPRATTUTTO DIMOSTRINO UN BRICIOLO DI RISPETTO AI 7,7 MILIONI DI VIAGGIATORI ANNUALI (RFI).
Stiamo raccogliendo commenti e opinioni da inviare a Trenitalia, RFI, Centostazioni, la Regione Veneto e il Comune. C'è bisogno anche del tuo tempo! Occupa 5 minuti e manda
un e-mail con nome, cognome e (se vuoi) commenti sui lavori effettuati in stazioni.
Le mail saranno raccolte e inviate, sperando di poter ancora contare qualcosa come utenti.
Scrivi a stazionevicenza@live.it
L'iniziativa è di carattere PRIVATO con scopo di pubblica utilità per i motivi suddetti, i nomi e cognomi raccolti saranno utilizzati ESCLUSIVAMENTE in modalità di raccolta firme. Non è previsto alcuna newsletter e tantomeno invii di alcun tipo di pubblicità o proposta o spamming. I dati raccolti non saranno divulgati o archiviati se non per la proposta fin qui presentata. Non tiratevi indietro, è l' unico modo per sperare di ottenere qualcosa. Grazie.
Pubblicato da
Enrico Peroni
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22:30
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Etichette: NordEst, Stazione, Trasporto Pubblico, Vicenza
giovedì 15 novembre 2007
Le città della pedemontana e i servizi di trasporto pubblico
Ci sono diversi problemi nelle nostre città e in tutta quell'area che comunemente viene definita pedemontana e che rappresenta uno dei centri nevralgici del paese per ciò che concerne lo sviluppo economico. Si può dire che, quindi, esiste un'area che per ragioni storiche, culturali, geografiche ed economiche ha similiari necessità e, spesso, problemi molto simili; un'area che va da Bergamo a Udine, l'area del nord-est allargato, dello sviluppo impressionante degli anni 70 basato sulla piccola impresa di natura familiare ora divenuta una grandissima ed interconnessa area commerciale e industriale, centro fondamentale e realtà trainente dell'Italia e dell'Europa.
Per vocazione personale e per studi intrapresi parto sempre dal confronto nelle analisi che faccio, soprattutto se di natura sociale, economica o politica.
Vorrei, in qualche settimana, cercare di sottolineare come questa vasta area che considero cruciale per l'Italia e per l'Europa, si sta muovendo per cercare di risolvere i tanti problemi che il divenire una vasta megalopoli comporta.
Credo che per riuscire a divenire sempre piu incisivi a livello italiano e continentale serva il contributo di tutti. In questa megalopoli ogni singolo pezzettino, ogni città, ogni comune, ogni provincia, deve essere capace di indicidere e per poterlo fare deve deve puntare, a mio parere, su tre aspetti:
1. capacità di rinnovamento della multiutility comunale;
2. capacità delle categorie economiche di fare squadra e di incidere a livello di macroarea e a livello nazionale
3. capacità gestionali e visione d'insieme competente e lungimirante della classe politica.
Posso tranquillamente dire che Vicenza ha deficitato in almeno due di questi aspetti durante la giunta Hullweck in quanto questa non ha saputo ne interpretare ne pesare nelle scelte strategiche per la città del domani e ha dilapidato il capitale che era Aim.
Ma passiamo al tema centrale di questo articolo, ossia, come si legge dal titolo, i servizi di trasporto pubblico. Ritengo che un'area divisa in tante città "provinciali" che mira ad integrarsi sempre più da ogni punto di vista necessiti di infrastrutture adeguate, che non abbiamo, e in particolare di modalità semplici e veloci per favorire la circolazione delle persone, elemento decisivo in una società sempre più dinamica.
Se, poi, aggiungiamo che esiste un problema ambientale sempre più pericoloso (in tutta la pedemontana quanti giorni all'anno si sforano i limiti?) e un problema di aumento fortissimo di malati per stress capirete che pensare ancora ad utilizzare solo ed esclusivamente i mezzi privati ( e siamo il paese d'Europa con il tasso di auto per abitante piu' alto) per restare incolonnati ad inquinare le nostre città sia impensabile, soprattutto perchè avremmo le possibilità di fare mezzi pubblici efficienti, buoni e a prezzi ragionevoli.
Guardiamo, in questo senso, ad esempi concreti, che per semplicità di esposizione elencherò di seguito:
Bergamo: a fine anni 80 la provincia e il comune cominciano ad interrogarsi su un recupero delle vecchie linee ferroviarie del territorio e oggi sono in cantiere due linee metropolitane di superficie che collegheranno Bergamo ad Alzano e Alzano ad Albino. E' un primo passo per una provincia che sicuramente, a differenza di altre, ha mantenuto e rinnovato molti dei suoi servizi su rotaia.
Brescia: è il modello da seguire, a mio parere, se si trovano le possiblità. Dopo 20 anni Brescia avrà la sua metropolitana grazie ad un sindaco coraggioso, Corsini, che ha ottenuto i finanziamenti ed ha portato avanti un progetto strategico fondamentale. Città troppo piccola per un investimento cosi' corposo? Io ritengo di no, per i motivi sopra esposti di natura ambientale, sanitaria e anche logistica. Per di più spostare sotto terra il traffico di persone semplifica nettamente la gestione del sistema e velocizza nettamente i tempi, garantendo in superficie meno macchine e meno mezzi pubblici lenti.
Padova & Mestre: hanno scelto un trasporto di superficie su gomma, a Padova hanno realizzato un pezzo della prima linea (su 3) e a Mestre stanno costruendo ancora la prima linea. Sono progetti che vanno nel senso di semplificare il trasporto pubblico, renderlo più pulito, più veloce, più attrattivo per i turisti e più "intelligente".
E a Vicenza, Verona, Udine, Treviso? E della metropolitana di superficie per il Veneto orientale? Per ora parole, parole, parole...
La speranza è che l'anno prossimo venga eletto qualcuno, per lo meno a Vicenza, che su questi temi, per i motivi sopra elencati, si impegni concretamente e restaurare un servizio pubblico che, anche per colpa della vergognosa gestione di AIM, è allo fascio più completo.
Per maggiori informazioni sui progetti elencati:
METRO BRESCIA
TRAM DI PADOVA
TRAM DI MESTRE
TRAMVIA DELLE VALLI (BERGAMO)
Per chi abbia informazioni specifiche e idee su questo tema vi prego di non risparmiarvi sui commenti, è un tema centrale per me e per molti altri giovani vicentini (No, Giacomo ;) ? )
Pubblicato da
Enrico Peroni
alle
13:40
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Etichette: Comunali 2008, Nord, NordEst, Trasporto Pubblico, Vicenza