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lunedì 5 novembre 2007

Sicurezza: populismo o proposte concrete... apriamo un dibattito!

Elenco 5 proposte per risolvere alla base il problema sicurezza, in maniera il meno possibile ideologica, evitando i toni populisti e da progrom dei media italiani.

1. Modificare il sistema penale italiano, introducendo forme di prigionia con lavoro obbligatorio, in modo che stando in prigione i detenuti non pesino sull'erario statale, non ci pesano!!. Si sto pensando ai lavori forzati. Il detenuto può scegliere tra un certo numero di anni di prigionia o un numero inferiore di anni di lavoro. In questo modo quando torna libero ha una professionalità e sarà meno probabile che delinqua.
Si può anche studiare un modo per il quale le prigioni, come negli States, divengano aziende private che concorrono con le altre. Hanno spese nel sostenere vitto e alloggio a queste persone ma ci guadagnano facendole lavorare.

2. Riformare il sistema di promozioni nelle forze di polizia, in modo che chi raggiunge i gradi superiori non ottenga automaticamente l'agognato posto dietro la scrivania promutamente pagato mentre i giovani, i neo-assunti e i gradi più inferiori stanno per le strade a combattere il crimine.
E' ora che l'assurdità tutta italiana di avere il piu alto numero di forze di polizia per abitante e allo stesso tempo poche forze di sicurezza fuori dalle caserme...FINISCA!

3. Garantire la certezza della pena con meno premi di buona condotta e maggiore rigore.

4. Privilegiare nei flussi migratori figure professionali qualificate. E' ora che si favorisca l'arrivo in maniera più massiccia di cittadini con titoli di studio più elevati rispetto a quelli con titoli di studio inferiori. Questo permette una più semplice integrazione e fornisce al paese una serie di menti in vari ambiti, tra cui quello fondamentale della ricerca.
E' chiaro che questo non significa bloccare completamente l'entrata dei cittadini migranti senza professionalità, capisco anche io che necessitiamo anche dell'operaio semplice e della badante, dato che gli italiani i lavori umili non li fanno più.
A riprova che quello che dico non me lo invento c'è il dato inequivocabile del Corriere Economia di oggi, che evidenzia come nell'Europa a 25 gli occupati stranieri in professioni qualificate sono il 43,7% a fronte di un 9,3% degli italiani. Inoltre i migranti laureati nell'UE sono quasi il 36%, in Italia poco più dell'11%.
E' ora di cominciare a scegliersi i flussi migratori di extracomunitari, con un sistema di quote (e con l'ovvio superamento della bossi-fini).

5. Studiare metodologie di inserimento per i migranti con corsi obbligatori (o per lo meno che prevedano incentivi per il migrante che li segue) di lingua e costumi italiani.
Se per i migranti con un profilo più elevato servono corsi di lingua e una base del nostro sistema, per i migranti con un'educazione minore servono anche corsi base su come si vive in un paese sviluppato. A noi sembrerà banale ma pagare una bolletta, andare alle riunioni condominali, fare la raccolta differenziata, fare un contratto di locazione, ecc... non sono cose semplici per tutti i cittadini stranieri che giungono da noi.
Per progettare questi corsi si necessitano, ovviamente, figure professionali adatte che devono essere individuate e in parte formate ed è necessario per lo meno studiarsi (e ammirare) i modelli che già funzionano, tipo quello svedese.

domenica 4 novembre 2007

Esagerazioni!

Viene stuprata ed uccisa una donna, viene incolpato dell'atto un cittadino comunitario, un rumeno.
Il decreto del governo sui cittadini comunitari che commettono delitti e che possono per questo essere rimpatriati è stato approvato in tempi record sull'onda di un'emozione suscitata un po' artificialmente. Se guardiamo alla mia idealità europeista tutto ciò che va in senso contrario alla nascita di una Federazione Europea mi lascia molto a disagio.
Al di là di ciò, però, non ho nulla da obiettare alla sostanza dell'articolato, che mi pare risolva nell'immediato un problema che comincia a farsi sentire e che inerisce all'incapacità di gestire i flussi migratori a livello comunitario e alla mancanza di un sistema penale e carcerario decentemente funzionante.
Mi lascia basito, invece, l'atteggiamento dei nostri politici e dei mass media, unico escluso Massimo D'Alema, che hanno enfatizzato il delitto e creato una serie di presupposti, con parole e toni polemici di stile razzista, affinchè si creassero casi di rigetto xenofobo, che infatti si sono palesati l'altro ieri, sempre in Capitale.
Non ci sto a questi toni, non è l'atteggiamento che deve tenere un ceto politico e un sistema dell'informazione che, per motivi diversi, devono sempre più solo cercare scoop e casi da sbattere in prima pagina, senza interessarsi di fare della sana politica che risolva concretamente i problemi, in manier non ideologica, e del sano giornalismo, che indaghi i problemi.
In controtendenza, come detto, il buon Massimo D'Alema ma anche l'ottimo (invito chi può a rivederlo) programma su Rai 3 stamattina, chiamato BUONGIORNO EUROPA e che parlava della situazione dei ROM in Europa.